Effetti positivi ottenuti in medicina con l'uso del polline

RADIOTERAPIA

Il Prof. Dott. K. Weghaupted il ilProf. Dott. E. Gitsch della Clinica Universitaria di Vienna, con l’assistenza di un gruppo di medici, hanno fatto uno studio sull’uso del polline in pazienti trattati con la radioterapia. Ad un primo gruppo di 15 pazienti sono stati somministrati quotidianamente 20 grammi di polline aggiunti alla dieta, mentre un secondo gruppo di 10 pazienti ha mantenuto la dieta ordinaria. I professori hanno riscontrato che le pazienti trattate con polline mostravano una diminuzione dei vari effetti collaterali conseguenti alla radioterapia. Esami di laboratorio hanno poi confermato il risultato. L’uso del polline allevia lo stress causato dalla radioterapia.
(Rif.: Hernus, P. et al., “PollediatalsAdjuvans der Strahlentherapie 150, 500-506, 1975).

GERIATRIA

Studi su pazienti di età superiore ai 70 anni,la cui dieta è stata integrata con il polline, hanno mostrato un aumento di peso, un ritrovato vigore ed unpositivo ritorno dell’appetito, oltre ad un miglioramento generale sui valori del sangue.
La Dott.ssa FranziskaStengel ha curato i suoi pazienti più anziani con polline micronizzato, riscontrando i risultati seguenti:
• miglioramento nell’attività fisica,
• accrescimento del vigore,
• miglioramento del sonno, più profondo e riposante,
• una più rapida crescita dei capelli,
• maggior resistenza al carico di attività,
• miglioramento delle funzioni intestinali,
• nessun conflitto con altre terapie in atto.
(Rif.: Lindhal, Olav, “Proceedings of the Medical-Pharmaceutical Symposium – ‘Prevention is Better than the Cure’”, Florence, 1978…)
Il polline ha proprietà utili per la prevenzione di catarro, influenza, raffreddore
Il dottore svedese Stephen Mark-Vendel ha effettuato uno studio su di un campione di 300 famiglie i cui componenti lamentavano raffreddori cronici dall’autunno a primavera. Grazie all’uso del polline, assunto regolarmente durante il periodo invernale, il 75 – 80% delle famiglie campione negli anni successivi, anno dopo anno, non hanno più sofferto disagi da raffreddore. Il dottor Mark-Vendel è Primario in una Clinica Statale per le malattie infantili in Svezia e nella sua professione ha maturato una notevole esperienza sull’impiego del polline. Nel 1957, nel pieno del contagio della tristemente nota Asiatica, ricevette in sei settimane 95 richieste di ricovero di bambini colpiti dalla malattia. Dapprima curò i piccoli pazienti usando le terapie in uso e la vitamina C, senza riscontrare miglioramenti degni di nota. Pensò allora di integrare le medicine con il polline, e nell’arco di 48 ore il miglioramento più evidente fu la scomparsa della febbre. Casi analoghi, curati da suoi colleghi nella stessa città senza la somministrazione di polline, non arrivarono a raggiungere lo stesso successo.
Un suo collega, il Dott. Klapsche, sperimentò sui suoi pazienti la somministrazione del polline, come misura preventiva contro l’influenza. Su 510 pazienti sottoposti ad un controllo e analisi il 98% risultarono esenti dai sintomi dell’influenza.

IL POLLINE ED IL MORBILLO

In caso di morbillo e varicella, grazie all’impiego del polline la malattia ha completato il decorso in sole 24 – 36 ore, senza nessuna complicazione. Il Dottor Mark-Vendel nel corso della sua attività professionale ha sperimentato con successo la terapia del polline in oltre 600 casi, senza mai riscontrare nessun effetto collaterale.
(Rif.: Lindhal, Olav, “Proceedings of the Medical-Pharmaceutical Symposium – ‘Prevention is Better than the Cure’”, Florence, 1978…)

IL POLLINE CONTRO LE MALATTIE DEL FEGATO – PROSTATA

Un’equipe di medici romeni ha somministrato per un periodo variabile dai 90 ai 180 giorni una dose di 30 grammi di polline a 110 pazienti affetti da epatite cronica. Gli esami di laboratorio hanno certificato in tutti i pazienti un evidente miglioramento del rapporto tra albumina e gammaglobuline.
In Svezia, in due cliniche urologiche a Uppsala e Lung, sono stati eseguiti degli esperimenti su pazienti affetti da prostatite e ingrossamento della prostata. Con un dosaggio di 15 grammi di polline al giorno sono stati ottenuti buoni risultati.
Alcuni dottori romeni hanno somministrato del polline a 34 pazienti, di età variabile dai 57 ai 75 anni, affetti da ingrossamento della prostata. In abbinamento al polline è stato somministrato loro anche un mix di propoli e pappa reale. A completamento della cura i pazienti hanno riportato un considerevole miglioramento, sia fisico che mentale. I medici hanno riscontrato una un evidente sgonfiamento della prostata.
(Rif.: Neues in derApitherapie, II International Symposium, ApimondiaVerlag, Bukarest, 1976).
Durante un Congresso Medico Internazionale tenutosi a Firenze nel 1978, il Prof. OlovLindhal, della Facoltà di Medicina all’Università di Linkoeping in Svezia, ha illustrato i benefici alla salute derivanti dall’uso del polline:

• Il polline non è tossico.
• Il polline non arreca alcun danno all’embrione.
• Il polline sostiene il sistema immunitario a difesa contro tutti i tipi di infezione.
• Il polline attenua gli effetti di un’infezione, se già in atto.
• Il polline accelera la guarigione di ferite e piaghe.

Ha inoltre affermato che il polline protegge le parti alte dell’apparato respiratorio, naso, bocca e faringe, contro le infezioni, come ampiamente dimostrato da numerosi studi clinici.
Il Prof. RemyChauvin, che già conosciamo, ha scoperto che il polline migliora e stabilizza le condizioni di salute. Ha dichiarato che il polline è efficace nella cura delle patologie che colpiscono l’intestino, ripristinandone le funzioni ottimali. Nel 1946 scoprì l’efficacia del polline per curare l’anemia, agendo come bio-stimolante e innalzando il livello di emoglobina nel sangue. Gli scienziati russi confermano i risultati del lavoro del Prof. Chauvin e aggiungono che, sulla base delle loro ricerche, con l’assunzione del polline il ferro contenuto negli alimenti è più facilmente digeribile.
Numerosi studi effettuati nella Clinica Ab Cernelle di Vegeholm, in Svezia, hanno inoltre dimostrato che gli estratti del polline favoriscono il rafforzamento dell’organismo, danno energia ai convalescenti e riducono l’affaticamento, donando rinnovata vitalità.
Non vi sembra abbastanza…

Da inerboristeria.com